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Frutta e verdura “di stagione”. Ma cosa significa davvero?

17 settembre 2010 1 commento

Consideriamo anzitutto che i nostri fornitori sono generalmente produttori certificati “bio”. Questo significa che le loro coltivazioni rispondono a parametri standardizzati che garantiscono il consumatore circa la qualità di quanto prodotto. Un documento abbastanza esauriente anche se un po’ tecnico potete trovarlo su Wikipedia. Se poi siete interessati al Regolamento Comunitario potete aprirlo qui.

Parlando con i fornitori, cerchiamo di farci garantire che i loro prodotti siano “freschi”, e spesso ci viene risposto che vengono colti la mattina stessa della consegna.

Viene quindi spontaneo chiedersi: quali sono i prodotti freschi, e come distinguerli da quelli che  invece troviamo al supermercato in tutte le stagioni ma provengono dalle più svariate parti del mondo?

Ho girato un po’ in rete, ed ho trovato diversi siti che pubblicano “calendari” ortofrutta, nei quali è possibile riscontrare quali sono i prodotti davvero “di giornata” e quali invece magari troviamo nei supermercati ma provengono da lontano (avete presente le ciliegie sulle tavole del Cenone del 24 dicembre?). Il sito più attendibile a mio avviso l’ho linkato qui.

Poiché la filosofia del GAS è generalmente quella di procurarsi prodotti certificati e a “km zero”, direi che la cosa essenziale per noi che vogliamo garantirci un’alimentazione “sana e controllata” è riferirci a tali calendari per evitare di chiedere ai fornitori stessi di fornirci frutta o verdura che troviamo sì al supermercato, ma essendo fuori stagione è conservata, proveniente da frigoriferi o, peggio, congelatori… Insomma, ordiniamo pure se troviamo quello che vogliamo, ma senza pretendere di mangiare albicocche fuori stagione “pretendendo” di trovarle sode e saporite!!!

Di recente sono stata in Trentino, dove mi hanno spiegato che il “tempo delle mele” in realtà è settembre, ottobre, novembre, al massimo arriva a gennaio… poi le mele vengono “estratte” dalle celle frigorifere ad atmosfera controllata ove erano state “parcheggiate” dopo il raccolto e distribuite sul mercato tutto il resto dell’anno… a meno che per l’appunto non provengano da Cile, Argentina, insomma dall’emisfero opposto al nostro.

Di sicuro in questo modo toccherà sacrificarci… ma riteniamo che mangiare sano possa essere una motivazione valida.

Del resto… come mangiavano i nostri nonni?

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